Le PMI italiane? Investono in nuovi strumenti di marketing.

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Le PMI italiane? Hanno saputo adattarsi velocemente alle restrittive misure anti Covid-19, investendo nel digital marketing! A rivelarlo un recente studio condotto dall’Osservatorio Piccole Imprese di GoDaddy e Kanter, che ha preso in considerazione circa 5.100 piccole e medie imprese B2B e B2C con un numero di dipendenti compreso tra 1 e 49, equamente distribuite in Italia, Germania, Francia e Spagna.

Dall’indagine risulta che il 62% delle piccole imprese italiane possiede un proprio sito web; solo il 15% di esse dichiara di non averlo aperto per via dei costi di gestione e mantenimento della piattaforma. Chi possiede un moderno sito web, nel 71% dei casi svolge anche attività di marketing e promozione sui principali social media. Tra questi il più utilizzato è Facebook (86%), seguito da Instagram (58%) e LinkedIn (36%).

Un ruolo strategico per raggiungere il proprio target e continuare a vendere in piena pandemia lo ha avuto WhatsApp, utilizzato come potente alleato per mantenere viva la comunicazione istantanea da parte di piccoli ristoranti, negozi al dettaglio, artigiani e aziende ortofrutticole a conduzione familiare.

Da un’ulteriore analisi dei dati, si evince come le PMI prediligano sempre più l’utilizzo di canali di promozione digitale per le proprie attività di marketing, rispetto a quelle offline. Tra le varie attività in testa alla classifica troviamo la pubblicità sui canali social, la promozione di video online o banner pubblicitari. Tra gli strumenti di comunicazione offline primeggiano i volantini, seguiti dagli eventi e dalla pubblicità su quotidiani e stampa. Solo un esiguo 5% del campione di PMI italiane ha dichiarato di investire il proprio budget nella pubblicità in televisione.

Risulta ancora bassa la percentuale di imprese che sperimenta nuove attività e format più evoluti di marketing digitale. Solo il 7% ha attivato campagne di influencer marketing, mentre appena il 2% ha realizzato podcast. Il 24% delle piccole imprese utilizza moderni strumenti di automazione per la promozione dei prodotti, rispetto al 16% di Francia e Germania. Di queste, il 53% utilizza strumenti di email marketing per rimanere in contatto con clienti e potenziali tali, attraverso l’invio periodico di offerte e promozioni.

Inoltre stando al DESI (Digital Economy and Society Index), ovvero l'indice creato dalla Commissione Europea per misurare e monitorare i progressi dei Paesi europei in termini di digitalizzazione dell'economia e della società, il livello di digitalizzazione delle PMI italiane è al di sotto della media europea. In termini di vendite online, le nostre PMI occupano la posizione 26 su 28, ben lontana dalle controparti di Paesi come la Germania, acerrima rivale. 

Anche in termini di integrazione delle tecnologie digitali e percorsi di digitalizzazione, le piccole e medie imprese sembrano ancora ferme al palo. Sono notevoli i ritardi in materia di presenza sul web, analisi di Big Data e infrastrutture tecnologiche avanzate.

Non c'è alcun dubbio che le piccole imprese italiane abbiano investito su alcuni aspetti della trasformazione digitale, volti in particolare ad efficientare le risorse e ridurre i costi, allo scopo di garantire una maggiore flessibilità nel lavoro. Ma la vera sfida per il futuro, sarà passare da un approccio relativo all'emergenza ad uno più strategico e di lungo periodo, estendendo la digitalizzazione ai diversi processi, rivedendo completamente il modello di business.