Incendio a Strasburgo. Le fiamme devastano i data center OVH.

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Un pezzo di Internet andato letteralmente in fumo! Nella notte tra il 9 e 10 marzo scorso, un grave incendio ha duramente colpito il campus di OVH, azienda tra i principali fornitori europei di infrastrutture cloud, causando numerosi disagi e inconvenienti tecnici ad un consistente numero di clienti che avevano affidato a questa società i propri servizi in rete. Solo l'imminente intervento dei vigili del fuoco, ha permesso di contenere i danni evitando vittime.

Con sede a Roubaix, OVH è il terzo fornitore di hosting al mondo, il più grande d'Europa. Un'azienda all'avanguardia con una crescita annua del 20%, tanto da spingerla a voler compiere i preparativi per un'imminente quotazione in Borsa, allo scopo di aumentare ulteriormente la sua visibilità, per poter competere con i giganti americani. 

Società di grandi ambizioni, OVH ha recentemente portato a termine importanti partnership e nuove sinergie con le aziende leader del settore.
In soli tre anni, la quota di mercato delle imprese attive sul cloud europeo è passata dal 26% al 16%, con un netto vantaggio dei principali colossi americani come Microsoft, Amazon e Google. Per non essere da meno, OVH ha dovuto aumentare il capitale dando nuovo impulso agli investimenti e, al contempo, anche alla sua notorietà nel mondo, per poter raggiungere un fatturato di 1 miliardo di Euro entro la fine dell'anno. 

Il terribile disastro provocato dallo sprigionarsi delle fiamme, ha causato numerosi disservizi anche al nostro settore produttivo e commerciale. Può succedere che un data center possa incendiarsi. Quello che non deve mai verificarsi è che il problema possa paralizzare la vita dei cittadini italiani. Queste le prime parole di Giovanni Manca, consulente storico di molti governi in fatto di amministrazione digitale

Non è un caso che in questi giorni il nuovo Ministro dell'Innovazione Vittorio Colao, stia premendo l'acceleratore sull'imminente necessità di finanziare la migrazione degli Enti su un cloud pubblico nazionale. In situazioni normali applicazioni primarie di un Comune, Ospedale o di altre istituzioni, devono avere tempi di rispristino e rientro di massimo 60 minuti, grazie a sistemi di continuità operativa usando altri server detenuti in luoghi blindati e sicuri.

Nel caso in questione i dati cloud erano alloggiati su un server a Strasburgo e, molti di essi, facevano affidamento esclusivamente sul servizio di backup dell'azienda stessa che, al momento del fattaccio, risultava inservibile. Il rischio che quest'incendio abbia fatto perdere informazioni preziose a tantissime aziende, è molto elevato. 

In una dichiarazione resa qualche giorno fa alla stampa, il fondatore della società Octave Klaba, ha fornito le sue scuse più sincere alle realtà imprenditoriali colpite, promettendo di implementare efficaci soluzioni per mitigare gli effetti negativi dell'incendio. L'azienda ha inoltre aggiunto di non essere in grado di rispondere alle domande pervenute circa l'effettiva perdita o meno dei dati dei propri clienti.

Alla luce di tutto questo, Tecno Planet sottolinea l'importanza di effettuare un backup giornaliero dei dati contenuti nei propri pc e/o server aziendali, al fine di evitare spiacevoli inconvenienti che possono mettere a dura prova la stabilità del proprio business o lavoro. Al tempo stesso, risulta quanto mai importante affidarsi ad un fornitore di hosting Made in Italy, valutando attentamente non solo il costo dei sevizi offerti ma anche e soprattutto la qualità del servizio di assistenza tecnica, per evitare che in situazioni di pericolo il proprio sito web risulti offline, senza avere la certezza dei tempi necessari per il suo corretto ripristino. Per maggiori informazioni, venite a trovarci in negozio per una consulenza gratuita.